2009 - 04 SIRIO CHANNEL - Aprile
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Anche gli utenti System i possono implementare IPv6: data l’importanza, ecco alcuni consigli
 
 
Anche gli utenti System i possono implementare IPv6: data l’importanza, ecco alcuni consigli
Nei precedenti interventi abbiamo più volte sostenuto l’importanza di migrare verso il protocollo IPv6 per evitare problemi nel momento in cui ci sarà l’esaurimento dello spazio IPv4 a cui stiamo andando rapidamente incontro.
L’aspetto più importante che caratterizza questo progetto in azienda consiste anzitutto in un’attenta pianificazione e successivamente in un testing graduale delle componenti implementate.
Un buon punto d’inizio è consultare testi (o la relativa dispensa IBM) che copre le informazioni base e la terminologia del nuovo protocollo.
E’ importante comprendere soprattutto i concetti legati agli indirizzi IPv6 profondamente diversi da IPv4 (lo spazio a disposizione è circa quattro miliardi di volte superiore).
Dopo aver acquisito sufficienti nozioni è possibile passare alla fase successiva che consiste nell’ottenimento di un indirizzo IPv6 pubblico.
E’ necessario consultare dapprima il proprio Internet Service Provider e se non è ancora attrezzato per offrire questo genere di servizio, si può fare affidamento su uno dei tanti tunnel broker gratuiti presenti in Internet (ad esempio NGNet o Hurricane Electric).
La fase successiva consiste nel determinare, naturalmente prima del deployment vero e proprio, quali componenti della rete aziendale supportano allo stato attuale il protocollo IPv6 e quali invece richiedono un aggiornamento.
MacOS X, IBM i 6.1, Linux con kernel 2.6, Windows Vista, Windows Server 2008 e Windows 7 sono tutti sistemi operativi compatibili di default con il protocollo.
Windows XP richiede al contrario l’installazione e l’attivazione esplicita dello stack IPv6 digitando da prompt il comando ipv6 install.
A questo punto configurare un ambiente di prova è molto semplice. Se il provider che offre la connettività ad Internet è già attrezzato per il routing del traffico IPv6 non è necessario apportare alcuna configurazione specifica.
Altrimenti, come già menzionato, si deve fare affidamento ad un servizio di tunneling 6to4 che consente l’instradamento dei pacchetti IPv6 attraverso l’esistente infrastruttura di rete basata su IPv4.
Ovviamente prima di fare il proprio ingresso nella rete IPv6 è consigliato verificare il grado di compatibilità con gli strumenti di monitoraggio posseduti (IDS, IPS, sniffer, etc..) in modo da poter mantenere il controllo della situazione.
Probabilmente questi necessiteranno di un adeguamento o comunque di una configurazione specifica. Un ultimo importante step a completamento dell’intera procedura, consiste nell’aggiornare i server DNS aziendali ad una versione compatibile con IPv6. L’obiettivo è raggiungere la piena coesistenza con le applicazioni IPv4 di tipo legacy che altrimenti potrebbero smettere di funzionare.

Fonte: newsletter Duke Italia