2007 - 10 SoftwareSirio - Ottobre
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Cresce l’Ict in Italia, soprattutto grazie al software
Nel 2007, l’It conferma il trend positivo
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Cresce l’Ict in Italia, soprattutto grazie al software

L’ultimo Rapporto Assintel conferma una certa ripresa degli investimenti, ma evidenzia anche i limiti strutturali che frenano uno sviluppo più sostenuto.

Il mercato Ict in Italia ha di nuovo imboccato la via della crescita. Niente che faccia gridare al miracolo, ma il 2,1% in più che si registrerà nel 2007 rispetto all’anno precedente segna e rafforza una tendenza positiva che dovrebbe confermarsi anche nel tempo a venire. La valutazione arriva dal Rapporto Assintel (Associazione nazionale delle imprese Ict, che aderisce a Confcommercio), che si focalizza sul comparto del software e dei servizi, ma getta uno sguardo anche al settore informatico nel suo complesso.

L’analisi, che si è avvalsa del supporto specialistico dei ricercatori di Nextvalue, evidenzia come sia il software a trainare tutto il settore, grazie a una crescita del 3,4% e a un valore complessivo intorno ai 4 miliardi di euro. Non male anche l’andamento dell’hardware, in crescita del 2,1% e oggi arrivato a rappresentare 7,5 miliardi di euro. Il segmento più consistente resta quello dei servizi It, che vale 9,9 miliardi di dollari e mostra segni di ripresa, con un miglioramento dell’1,5% rispetto al 2006.

A livello di settori verticali, sono le banche a mostrare maggior dinamismo, anche grazie alla spinta derivante dagli adeguamenti normativi che le riguardano di questi tempi (Basilea II soprattutto). Il comparto dovrebbe investire oltre 4,8 miliardi di euro in Ict nel 2007, con un aumento del 2,2% rispetto all’anno scorso e un peso complessivo del 22,6%. Poco sotto (4,5 miliardi di euro), troviamo l’industria manifatturiera, che cresce dell’1,5%, mentre un certo dinamismo viene mostrato dall’area del Commercio, che vale 2,4 miliardi di euro, ma cresce del 2,8% nell’ultimo anno.

Per il futuro, è difficile prevedere un nuovo boom, ma non ci dovrebbero nemmeno essere brusche frenate. “L’atteggiamento delle aziende è prudente ma consapevole – spiega Alfredo Gatti, managing partner e fondatore di Nextvalue -. I budget It sono destinati a restare perlopiù invariati per i prossimi dodici mesi, in base a quanto abbiamo rilevato e la priorità più citata dai nostri intervistati è stata quella dell’ottimizzazione dei costi”.

Roberto Bonino, Data-business 12-10-2007