2008 - 03 SoftwareSirio - Marzo
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Svelati i segreti del System i: ecco perché ha un costo effettivo reale minore dei server PC
Nei desideri degli utenti, se il mondo fosse perfetto esisterebbe una sola piattaforma hardware ed un unico sistema operativo. A prima vista, questo si potrebbe definire come un monopolio, ma renderebbe allo stesso tempo la vita molto più semplice al personale del reparto IT che deve quotidianamente assicurare la corretta gestione e coesistenza di tutti i sistemi informatici aziendali. Purtroppo non è così. Oggigiorno i data center sono, infatti, luoghi popolati da una miriade di sistemi e tecnologie diverse, un miscuglio che riesce in ogni modo a permettere alle organizzazioni IT di potere operare ed essere competitive nel mercato.
Tuttavia molto spesso le imprese hanno più sistemi di quanti in realtà ne sarebbero necessari, specialmente se a sostenere il business ci si affida ad un numero non meglio precisato di server PC, la cui peculiarità ricorrente è quella di essere solitamente impiegati al minimo delle loro possibilità.
Stando, infatti, ad un rapporto pubblicato da IBM intitolato System i Annual Operating Costs (primo collegamento sotto riportato) in media i server basati su processore Intel sono utilizzati appena al 4,07% del potenziale (contro il System i che invece è impiegato su base costante al 41,48% delle sue capacità di calcolo effettive).
Non a caso le aziende che si ritrovano ad operare esclusivamente con questo tipo d'ambiente (x86) spesso manifestano svariati problemi di natura finanziaria ed amministrativa e il risparmio immediato nell'hardware è vanificato dal basso livello di sfruttamento.
Inoltre le utenze “solo-PC” devono investire maggiormente in risorse umane per gestire tutti i loro sistemi, affrontare spese energetiche maggiori o ancora svolgere procedure di manutenzione lunghe ed esose sotto il profilo economico, tutte circostanze che tendono ad alimentare nuovi costi contribuendo a generare un effetto a spirale.
Lo studio IBM sottolinea come il COA (costo operativo annuale) di un server PC è in media di 231,94 dollari l'anno in base al suo effettivo coefficiente di utilizzo (che è definito col termine per used). Di contro il System i offre risultati per used molto migliori (appena 32,06 dollari annui grazie al suo effettivo maggiore utilizzo reale).
In effetti, la piattaforma System i è in grado di offrire molte caratteristiche combinate (ad esempio le applicazioni multiambiente) che consentono validi spunti per un effettivo maggiore utilizzo che porta al risparmio aziendale.
Il supporto ormai decennale delle partizioni virtuali (LPAR) è sicuramente una delle caratteristiche che consentono di consolidare il numero dei server risparmiando sui costi di gestione.
Più recentemente è invece possibile menzionare la virtualizzazione e l'integrazione BladeCenter. Il consolidamento delle infrastrutture server in un'unica o poche macchine si traduce di consueto in consumi energetici più ridotti, una questione che sta assumendo un'importanza sempre crescente. Stando ad una ricerca condotta da Blade Network Technologies, per ciascun dollaro impiegato nella gestione dei server, ben 50 centesimi sono spesi per sostenere i costi dell'energia elettrica e del raffreddamento.
Questa stima è destinata a salire a 70 centesimi nel 2010.
L'obiettivo più efficiente, però, non è sempre quello di consolidare quanti più sistemi hardware possibili in un'unica macchina, bensì integrare pienamente le applicazioni esistenti.
Secondo i ricercatori IDC, il System i permette di raggiungere questo obiettivo meglio di qualunque altra soluzione, ovvero offrendo 5,86 workload per server contro solamente un modesto 1,21 degli hardware x86. In aggiunta, anche se il numero medio d'utenti supportati è di gran lunga superiore (111,05 contro 58,75) è richiesto mediamente uno staff più ridotto per gestire un ambiente System i (3 persone contro le 7 richieste per un analogo ambiente basato solo su server x86).